Pubblicazioni a cura dell’Associazione

QUADERNI STORICI 2 - Nebida e la Laveria Carroccia

Storia e proposte di valorizzazione

Gli impianti minerari realizzati nell’area di Nebida - Masua sono tanto numerosi che alcuni, tra i più importanti per la loro incidenza nei processi di valorizzazione del minerale estratto, vengono spesso ignorati o relegati ad anonimo contorno di emergenze architettoniche e paesaggistiche ben più conosciute e valorizzate.

E’ il caso della Laveria Carroccia, denominata anche Laveria Chessa. Posta a valle dell’ingresso di Nebida – per chi arriva da sud – viene sottratta all’attenzione del viaggiatore, assorbito dalla prepotente bellezza di paesaggi unici, ammirati lungo il sinuoso percorso della strada panoramica.

La laveria si presenta oggi come un rudere abbandonato e declassato, affiancato da un campo di calcio e sovrastante l’impianto di depurazione delle acque reflue del paese.

La storia di quest’antico opificio è il tema del convegno tenutosi a Nebida nell’ottobre del 2015, i cui atti sono riportati in questo secondo volume della collana dei Quaderni Storici dell’Associazione Minatori Nebida onlus.

Lo scopo di questa pubblicazione non è solo dare continuità alla tutela della memoria del lavoro e della cultura mineraria, ma soprattutto far conoscere il significato sociale, storico e tecnico di questo impianto, e presentare una proposta, semplice ed efficace, che ne permetta, almeno inizialmente, l’accesso e la fruibilità.

La laveria, nel linguaggio minerario, è un impianto che, attraverso processi idrogravimetrici e meccanici, separa dal minerale grezzo (il tout venant) il ricco dallo sterile, come ben illustra Roberto Caddeo nella sua ricerca. Nel passato era preceduto dalle operazioni di cernita (la separa- zione manuale dei pezzi di roccia grezza a più alto tenore in minerale dalle parti di roccia sterili), effettuata in genere da donne e fanciulle.

Il lavoro, duro e pericoloso, delle cernitrici è elemento genetico della storia mineraria e del ruolo del lavoro femminile in questa attività massacrante. La “laveria” era il luogo che elevava a rango di “miniera” i semplici cantieri di estrazione del minerale, creando ulteriori opportunità di lavoro e favorendo la crescita della comunità ad essa collegata.

La ricerca che apre il volume – realizzata dalle archiviste dell’Archivio Storico Comunale di Iglesias, Daniela Aretino e Giorgia Marcia – : Nebida: villaggio, miniera e laverie dal 1864 al 1938 - Una ricerca sulla Laveria Chessa/Carroccia (1887), inserisce l’evoluzione della Laveria (dall’ideazione, costruzione, utilizzo, ampliamento e riconversione sino  al definitivo abbandono) nel contesto sociale della comunità di Nebida. Lo studio approfondisce lo sviluppo di Nebida, da iniziale cantiere di lavoro a villaggio minerario, che cresce come numero di lavoratori impegnati, di abitanti e famiglie, i quali conquistano i servizi sociali, dalla scuola all’assistenza sanitaria, e formano una comunità che si rafforza e acquisisce una propria identità.

La realizzazione della Laveria, documentata con preziosi e talvolta sconosciuti documenti d’archivio, si rivela un tassello importante della storia mineraria di Nebida. Tanto che il cognome di chi contribuì alla sua realizzazione, Paolo Raimondo Chessa, venne da allora utilizzato dagli abitanti del villaggio per individuare non solo quell’impianto ma anche l’area abitata realizzata in prossimità dello stesso.

La ricerca delle archiviste porta a dare risposta positiva alla domanda finale da loro posta, e all’accettazione della proposta che ritiene più corretto privilegiare la denominazione di Laveria Chessa rispetto a quel- la di Laveria Carroccia, ugualmente utilizzata.

La seconda relazione: Una laveria effimera: Carroccia - Chessa di Nebida – di cui è autore Roberto Caddeo, già addetto all’Archivio Storico delle Miniere dell’Igea spa –, segue l’andamento della gestione della miniere di Nebida nei diversi contesti proprietari e i passaggi attraverso i quali si giunge alla realizzazione della Laveria.

Approfondisce gli aspetti tecnologici di quest’opificio inserendoli nel percorso evolutivo dei processi di arricchimento dei minerali, che nella seconda metà dell’Ottocento videro protagoniste le miniere sarde e, soprattutto, il lavoro di tutti gli uomini e donne che vi operavano.

La sua costruzione è legata alla volontà di Paolo Raimondo Chessa, non un tecnico minerario ma l’allora Direttore della succursale di Cagliari della Banca Nazionale (l’attuale Banca d’Italia). Egli viene delegato a rappresentare il curatore fallimentare designato dalla stessa Banca, prima creditrice della Miniera di Nebida, ormai fallita.

La terza comunicazione: Scuola e Territorio – l’intervento di Ubaldo Scanu, Dirigente scolastico dell’IIS “Giorgio Asproni”, Liceo Scientifico e Liceo Artistico di Iglesias – illustra il rapporto tra scuola, comunità, memoria e territorio, e presenta le attività didattiche avviate.

Propone inoltre un diretto coinvolgimento del Liceo Artistico, attraverso il corpo docente e gli allievi della sezione Architettura e l’utilizzo dei laboratori didattici, per partecipare all’elaborazione di un progetto di ricupero della Laveria.

La relazione conclusiva: Valorizzazione della Laveria Carroccia, Proposte progettuali di intervento – opera della dottoressa in Architettura Silviana Laconi –, è lo strumento con cui l’Associazione vuole dare sostanza al suo scopo sociale: valorizzare e tutelare ciò che il lavoro minerario ha realizzato, a testimonianza della cultura, dell’identità, della creatività e delle competenze che l’uomo minatore, nelle sue diverse funzioni, ha trasmetto a un territorio e alla sua comunità.

La proposta di Silviana Laconi parte dalla lettura del territorio, del suo rapporto con l’attività umana, della simbiosi dell’uomo col paesaggio, per elaborare un progetto di ripristino della dignità di quel luogo di lavoro, espressione dell’operatività dell’uomo.

La proposta progettuale punta a un’iniziale ricupero in termini di fruibilità visiva e riabilitazione del paesaggio (quale elemento di cui la laveria è materialmente parte) attraverso interventi semplici e di limitato impatto sulla struttura.

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Associazione Minatori Nebida Onlus

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