Porto Flavia

Porto Flavia è una infrastruttura di servizio dell'area mineraria di Masua, oggi non più operativa, situata della zona sud-occidentale della Sardegna e ricade amministrativamente nel comune di Iglesias, in quella che oggi è la località balneare di Masua. Pur essendo un sito minerario non si trattava di una miniera, bensì solo di un porto d'imbarco del materiale estratto dalla miniera.

Fu progettato dall'ingegnere Cesare Vecelli e realizzato nel 1924; prese il nome dalla figlia primogenita dell'ingegnere stesso.

La nascita: 


Rapporto dell’ispezione ordinaria alla miniera di Masua, del 7 ottobre 1921.

Si lavora sulla nuova linea di trasporto principale ora aperta a mezza costa, fino allo sperone calcareo di fronte al Pan di Zucchero. Questo massiccio calcareo è già attaccato in 4 punti, e cioè all’estremo Est nel calcare compatto, e nel calcare per 40 m in un punto intermedio al quale si accede con sentiero e viene traverso nel calcare ceroide e poi 2 attacchi, per ora di pochi metri verso Est ed Ovest, ed infine dal mare dove si è costruita apposita scala verticale in ferro a partire dal livello del mare. Sotto tale galleria si faranno le camere silos per le calamine e poi da 36 metri si è costruita una casetta pel compressore azionato elettricamente. I fondali sono ivi di 8 m, sufficienti, e già si fece la prova con un piroscafo che poté attraccare. Si conta di caricare 4000 tonnellate in 24 ore, con poche persone. […] Pure il molo della spiaggia ha avuta la banchina prolungata. Il sistema di gru a ponte non fu più utilizzato. Notevoli lungo la costa i segni generali di un innalzamento del livello generale del suolo. 

A Masua i lavori di razionalizzazione dei trasporti sono in fase avanzata.    

Il piano inclinato lungo 320 metri a 2 binari dal ribasso Lanusei a quello Calligaris entrò in funzione a metà anno. È a carrelli portanti per 2 vagoni affiancati, che sono tenuti in posto da una semplice curva in alto del binario. Fu armata di rotaie la nuova linea di livello, dal piede di detto piano ai nuovi forni, ed infine fu escavata completamente la galleria nel calcare ceroide della falesia, dove saranno aperti i silos nella roccia per il carico diretto dei bastimenti (si tratta del futuro Porto Flavia [N.d.A.]). I magazzini a livello mare furono elevati. Si costruì fianco ai forni un nuovo piano inclinato a doppio binario, per raddoppiare la capacità di trasporto di galena, carbone e legname. Fu disarmato il piano inclinato di Monte Nebida, che era il più lungo della Sardegna, ora i trasporti di quell’area sono in gran parte interni.     

  Sulla linea di quasi 2 km che giunge al mare, si costruì un ponte a 2 archi su una valletta. Per evitare un troppo lungo percorso, la linea fu tenuta leggermente in ascesa verso i silos. Proseguirono i lavori di preparazione dei silos nel calcare ceroide di Bega sa Canna e le opere accessorie per il caricamento automatico dei piroscafi. […] 

   Da Carloforte si trasportarono 73.195 ton di minerali di zinco (diretti in Francia, Belgio e Inghilterra) e altre 13.496 ton di minerali di piombo. (Dal libro Quaderni di storia 3/ dell’associazione minatori Nebida Onlus: Masua, l’epopea di una miniera



Associazione Minatori Nebida  Via Pertini 18- 09016 Nebida (Iglesias) Email: associazioneminatorinebida@gmail.com

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